Il racconto di Liliana Savioli sul Concours Mondial des Vins Féminalise

Concours Mondial des Vins Féminalise: 29 le medaglie assegnate all’Italia

Si è tenuta a Beaune l’11ª edizione del concorso che affida solo alle donne il giudizio di vini provenienti da tutto il mondo. 4.500 i vini in gara, per l’Italia 29 medaglie, di cui 15 d’oro, 12 d’argento e 2 di bronzo.

Essere accredita e partecipare a un concorso enologico tutto al femminile ha un suo perché. Ho preso parte a molti concorsi in Italia e in giro per il mondo ma mai a uno in cui tutti i componenti la giuria fossero solo donne, donne produttrici, donne enologo, donne sommelier, donne giornaliste. Ed ecco che parto per il Concours Mondial des Vins Féminalise a Beaune nella regione della Borgogna in Francia con altre tre colleghe Donne del Vino.
L’undicesima edizione ha registrato un aumento del 20% di produttori e vini partecipanti sulle quelle precedenti, così come per il numero di degustatrici e di medaglie assegnate. 4.500 vini provenienti da tutto il mondo, in principal modo dalla Francia, divisi in 350 denominazioni. 1512 vini premiati, circa il 33%, di cui 842 medaglie d’oro, 417 medaglie d’argento e 186 di bronzo. Per l’Italia 15 ori, 12 argenti e 2 bronzi. Trovarsi davanti a 850 postazioni pronte ad accoglierci è stato sicuramente un impatto forte.
Due sessioni di 20 vini, una di mattina e una di pomeriggio. Non tutte hanno degustato ad entrambe le tornate. Ogni vino viene degustato da 3 donne accomodate a tavoli lontani fra di loro. Le degustatrici non si possono dunque influenzare fra di loro e non possono nemmeno scambiarsi commenti. Sicuramente non abbiamo potuto influenzarci ma neanche, finita le degustazioni, scambiarci dei pareri, delle impressioni. Questo momento di crescita mi è mancato. La scheda di valutazione, in ventesimi, è semplice ed immediata. Dicevo tante donne, pochi tacchi 12, molte scarpe da ginnastica, scarponcini e tanti mocassini. Niente rossetti, poco trucco, assolutamente nessun profumo. 23 le nazionalità presenti con un nutrito gruppo di elegantissime giapponesi molto unite tra di loro e inavvicinabili. Si è sentito parlare anche italiano, saremo state circa una quindicina.
Tra loro una signora che sentendomi articolare la sua lingua si presenta e mi chiede chi sono. Avendolo saputo subito mi dice che non aver ancora finito il corso per sommelier ma che stava andando a tutti i concorsi, che l’accettavano, per “fare esperienza”. Ecco questa cosa che mi ha infastidito parecchio. Ma come, non hai esperienza, non conosci nulla della Francia enoica, sua ammissione, e hai il coraggio di venire un concorso del genere? Mi risponde che lei sa riconoscere un vino buon da uno cattivo e che al produttore serve il parere di un neofita. Mi cadono le braccia e con la massima calma cerco di spiegarle che non si fa guidare una Ferrari a una persona con il foglio rosa. Non credo abbia capito. A parte questo sgradevole incidente il concorso è stato organizzato in maniera perfetta.
Perfetto il servizio, i tempi, le temperature, le sequenze. Sicuramente merito del direttore/ideatore Didier Martin e di Stéphanie Brisson, sua assistente, oltre a naturalmente tutto lo staff. A rappresentare i clienti per l’Italia Claudia Nicoli – ambasciatrice italiana dello Champagne e Donna del Vino che ci ha prese sotto le sue esili alette e ci ha condotto in questo mondo di donne. Cosa ho degustato? Moltissima Bourgogne, tra cui tre 1° Cru, molto Rhòne e Languidoc Roussilon e qualcosa della Provence. Nel complesso è andata decisamente bene. Ho assegnato 9 medaglie d’oro, 7 medaglie d’argento e 10 medaglie di bronzo. O sono stata generosa o decisamente fortunata. E allora spero di esserlo anche il prossimo anno. Il concorso, che per 11 edizioni si è svolto a Beaune, nel 2018 si terrà a Parigi.
Liliana Savioli su Italia a Tavola

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