Piera Martellozzo – Radici al femminile

Non era ancora nata, e già aveva il destino nel sangue. Non sangue blu, ma sangue rosso come il vino che la sua famiglia produce fin dal 1899, quando a Camposampiero, nelle campagne del padovano, il nonno Giovanni fonda l’azienda agricola che ancora oggi porta il suo cognome. Piera non lo sa, ma quei campi dove giocava, quelle vigne così familiari al suo occhio di bambina, quelle radici campestri dove inciampava correndo saranno il fil rouge della sua esistenza. La giovane, entrata in azienda con un ruolo marginale, si vede infatti affidate le chiavi dal padre Mario a soli 29 anni, in un incontro serale che cambia la sua vita. Ha le chiavi dell’azienda, ma non avrà più il sostegno importante del papà, che di lì a breve si ammala gravemente. La responsabilità è grande, ma la competenza in un settore che conosce a fondo e un’ottima predisposizione per il marketing, coniugata a un approccio imprenditoriale innovativo, le consentono non solo di mantenere l’azienda sullo standard voluto dalla famiglia, ma di traghettarla verso un futuro fatto di scommesse vinte e di soddisfazioni professionali. Non guarda più al mercato locale, pensa all’Italia e all’estero. Per un mercato così vasto, è necessario tuttavia ragionare con numeri più corposi e per questo Piera trasferisce nel 2001 la sede a San Quirino, nelle Grave del Friuli. Una terra vocata al vino, dove poter produrre più quantità, ma anche creare piccole nicchie di prodotti di alta gamma, per sperimentare e offrire alla clientela prodotti sempre in linea con i gusti del momento. Oggi l’azienda punta sugli spumanti, tutti realizzati con il metodo Charmat, vini trasversali che godono dell’approvazione delle diverse tipologie di consumatori, giovani e meno giovani. I suoi prodotti sono apprezzati in Italia, tanto che l’azienda sarà ambasciatore della produzione vinicola nazionale a EXPO 2015 durante tutto il periodo dell’evento, dal 1° maggio al 31 ottobre, dove nel padiglione del vino italiano sarà possibile degustare i suoi vini. Ma i vini dell’azienda sono molto apprezzati anche all’estero, tanto che proprio quest’anno Il figlio di Piera, Massimiliano, nemmeno trentenne, ha aperto la sede di Hong Kong, decidendo di trasferirsi in Asia per seguire personalmente un mercato con un potenziale così forte. L’interazione con le nuove culture e i nuovi mercati, voluta fin da subito da Piera, l’ha guidata anche nel modo di presentare i suoi prodotti: Piera pone infatti un’attenzione particolare al packaging, poiché sa bene che una bottiglia ben studiata rappresenta un vino al quale è stata dedicata la massima attenzione, un vino che rispecchia la tradizione di un’azienda radicata in principi solidi e duraturi. Per questo, il 2014 ha portato a un restyling in cui il nuovo logo ha incorporata la data di fondazione dell’azienda, 1899, per proiettare lo sguardo verso il futuro recuperando nel contempo l’importante eredità della famiglia. Un rinnovo che ha coinvolto anche l’immagine delle linee principali, come le Terre Magre, vini fermi del territorio e 075 Carati, i preziosi spumanti, fiore all’occhiello di un’imprenditrice che continua a investire nel territorio e che crede nel valore aggiunto del Made in Italy.

 

tratto da “Cortina Magazine-Natale 2014 N.77” di Francesca Cresta

 

PIERA MARTELLOZZO S.P.A.

Via Pordenone, 33
33080 San Quirino PN Italy
Tel: + 39 0434 963100
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c.f. / p.iva 01557380936
E-mail:welcome@martellozzo.com
Site: www.pieramartellozzo.com

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